16 marzo 2013

Dopo tanto tempo...


Dopo tanto tempo dedicato ad oggetti tridimensionali, oggi posto una card.

Mi è arrivato un set di timbri (era un bel pezzo che non ne ordinavo di nuovi) che avevo tanta voglia di provare.


Il set, che è di Papertrey, si chiama "Irresistibly Ikat", ed è ispirato ad una tecnica di tintura e tessitura, infatti i bordi di tutte le immagini del set hanno una specie di sfilacciatura che è caratteristica di questi tessili.

Un'altra prima volta per me sono stati i tamponi di inchiostro di Papertrey: ho comprato quattro cubetti (totale 10 dollari): "Fine Linen", "Spring Rain", "Canyon Clay" e "Scarlet Jewel". A parte quest'ultimo, li ho usati nella card, stampando ripetutamente il disegno e cambiando inchiostro ogni volta. 

La scritta, stampata in Versafine nero, è di Hero Arts (CL 129 - "Anytime messages").

La card è semplicissima, essenziale fino allo scarno, ma è così che mi piacciono. E poi mi devo disintossicare. 

Non me ne vogliano le amanti delle bambinette Tilda ed affini, sulle quali ho potuto ammirare capolavori di coloritura con Copics, acquerelli e reinkers, ma non è proprio il mio genere e - tra l'altro - girano ormai da anni e mi hanno un po' stufato. E ho sempre trovato ridondanti strati e strati di patterned paper e di embellishments. My fault, scusatemi.

Inoltre non credo me la sentirei di dare a un uomo, ma anche ad una donna adulta o a un ragazzetto, un biglietto con una bambolina, per quanto deliziosa possa essere. Ho l'impressione che da parecchio tempo e in ogni campo, dall'abbigliamento all'hobbistica, i produttori abbiano deciso che "femminile" ed "infantile" sono fondamentalmente dei sinonimi. E mi sa che noi ci stiamo lentamente abituando e piegando a questa logica.

Faccio fatica a trovare in giro cose da donna che non abbiano in qualche forma pupazzetti, cucciolotti, Minnie o Paperine. Nella migliore delle ipotesi me la cavo con cuoricini e fiocchetti.

Be', anche sorvolando sui cucciolotti e gli orsacchiotti, alla mia età, con il mio fisico non più sottile e i miei capelli che ingrigiscono, le Paperine e le Minnie mi sembrano fuori luogo. Per di più sono due personaggi  che mi stanno sui... praticamente da sempre: il loro creatore le ha plasmate sui peggiori luoghi comuni legati al genere femminile: sono vacue, vanitose, sprezzanti, capricciose, incostanti e sfruttatrici. Paperina rompe i cabbasisi a Paperino, ma non disdegna di uscire con Gastone solo perché ha la macchina nuova, mentre Minnie è una saputella antipatica e conformista, che pensa solo a farsi accompagnare da Topolino a cena fuori o a fare shopping.

Piuttosto mi faccio la felpa di Hello Kitty, giuro! 

So che molte di voi non saranno d'accordo con me sulle Tilde come su altri argomenti toccati in questo post, ma sono aperta ad ogni possibile critica, anche in forma di commento. Anzi, mi piacerebbe sapere se sono solo io ad essere così ipersensibile su questo argomento...

In ogni caso questo biglietto, ad un uomo, lo darei. Che ne dite?

07 marzo 2013

Come farfalle...


Perché mi ostino a ricordare l'otto marzo?


La risposta è nel verbo che ho usato. Non è una festa e probabilmente è l'unica ricorrenza che non sia stata inventata da qualcuno per far comprare o vendere qualcosa. 

L’otto marzo non è il giorno delle mimose vendute a prezzi vertiginosi ad ogni angolo e di donne che sciamano in branchi serali a riempire le pizzerie di risate e borsette.

La Giornata della Donna è stata dichiarata per la prima volta il 19 marzo del 1911 in Austria, Danimarca, Germania e Svizzera. Le donne marciavano per chiedere il diritto di voto e la fine della discriminazione. Solo una settimana dopo, il 25 marzo, alla fabbrica Triangle di New York si sviluppò un incendio che bruciò le vite di 140 lavoratori, quasi tutte donne, quasi tutte italiane o ebree. Questa tragedia spinse la legislazione americana a rivedere le leggi che regolavano le condizioni lavorative. 

L’otto marzo venne scelto dalle donne per rivendicare i propri diritti e per protestare contro la guerra a partire dal 1914. 

Siamo arrivati al 2013 e oggi, come ogni anno, voglio ripensare a tutte quelle donne che cultura, società, religione, costume, hanno imprigionato in ruoli codificati, senza alcuna considerazione o rispetto per la loro intelligenza, la loro volontà, i loro desideri.

A tutte quelle che anche qui tengono faticosamente in equilibrio molteplici ruoli, assolvono compiti e colmano vuoti che toccherebbe allo Stato riempire con servizi ed assistenza. A volte con un sorriso, a volte abusando delle loro forze e portando al limite la loro resistenza.

Ma anche a tutte quelle che guardano negli occhi per la prima volta il loro bambino, a tutte quelle che sono ancora innamorate come il primo giorno, a tutte quelle che vedono avverarsi il sogno di una vita.

Perché le donne sono bravissime a nascondere fatica e dolore, ma sono assolutamente magnifiche nel proiettare attorno armonia, amore e felicità.

Le anime delle donne hanno ali colorate.









Cioccolatini per le colleghe.

Che tutti sanno che il sistema circolatorio femminile contiene sostanzialmente glucosio liquido con leggere tracce ematiche...